Articolo del 26 febbraio 2026 L’olmo di San Nilo

2026-03-19 13:56

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Territorio,

Articolo del 26 febbraio 2026 L’olmo di San Nilo

È una foto che ritrae quello che viene indicato a San Demetrio Corone come l’olmo di San Nilo.

di Gennaro De Cicco

 

È una foto che ritrae quello che viene indicato a San Demetrio Corone come l’olmo di San Nilo. Nella foto accanto all’albero, completamente divelto, in seguito ad una tempesta avvenuta in paese il primo febbraio1961, ci sono i compianti preside – rettore del Collegio di Sant’Adriano Giovanni Cava e il signor Luigi Viteritti, dipendente dell’ Istituto.

Un evento per i sandemetresi e non solo, che rappresenta una perdita paesaggistica e simbolica estremamente significativa, considerato che l'albero veniva identificato come l’olmo di San Nilo.

La foto mi è stata concessa dall’amico Franco Cava.

Un momento storico del passato, che mi viene chiarito del tutto dalle notizie che ritrovo, soprattutto, sul sito collegiodisant’adriano, realizzato dall’ Associazione Shpirti Vėndit – Genius Loci di Angelo Lino Luzzi.

Lo stesso prof. Giovanni Cava, invece, nella sua pubblicazione:

Il Monastero Basiliano di S. Adriano e la Comunità vassallatica Italo-Albanese, riporta quanto di seguito e ci fa sapere dove veniva eretto l’olmo:

“A soli pochi passi da S. Adriano si erge una piccola colonna granitica, sormontata da base ionica marmorea con sopra una croce ad indicare il luogo dell’antico parco dei monaci, dove S. Nilo, secondo la tradizione, soleva sostare per recitare con i suoi frati la preghiera della sera; nelle adiacenze vegeta un antico olmo, che la leggenda popolare indicava come” l’olmo di S. Nilo”

E il dott. Achille Marchianò nel 1992 nella pubblicazione: Il Collegio Italo – Albanese e la Chiesa di S. Adriano scriveva:

“Poco discosto verso ponente vi è un olmo che, ora, giovanile svetta diritto e prepotente verso il cielo: è un virgulto che dal nodo radicale del vecchio olmo fronzuto, che quelli della mia età ricordano abbattuto dopo una notte di tempesta dal vento di ponente, prepotentemente si accinge indomito a ripercorrere un nuovo secolare ciclo... Così il cenobio di S. Nilo muore distrutto, dai Saraceni ma subito dopo risorge più grande come abbazia, morta la quale la missione riprende col Collegio Italo - Albanese …”.

 

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