La conferenza stampa alla quale hanno partecipato tutti i consiglieri di minoranza, presenti anche i consiglieri che fino a qualche mese fa erano in maggioranza, ha preso la parola Stefania De Marco, che ha ribadito le incomprensioni sull’approvato PSC in consiglio comunale. E’ stato fatto il punto sull’operato amministrativo dopo quattro anni di governo locale. Le scaramucce interne alla maggioranza poi diventati scricchiolii ed infine si contano tre consiglieri in meno, ha dato forza al gruppo consiliare “Riparti Bisignano” del capogruppo, Veronique Capalbo, ad incontrare stampa e cittadini per dire la loro verità sull’andamento della maggioranza guidata dal sindaco Francesco Fucile sollevando alcune “mistificazioni”. Sul tappeto molti argomenti trattati che per sintesi è difficile svilupparli tutti. Si va dal dissesto finanziario che resterà tale anche per i prossimi anni; secondo il capogruppo Capalbo ci vorrebbero soluzioni diverse per la raccolta differenziata porta a porta con l’isola ecologica per calmierare le tariffe al massimo applicate per ogni servizio che i cittadini devono subire, come il prossimo aumento sulle tariffe dell’acqua, per non parlare dei tributi una vera vessazione. La Capalbo assieme ai consiglieri Francesca Pirillo e Andrea Algieri, hanno sottolineato molte incongruenze amministrative, il nuovo asilo nido che sarà costruito e che i fondi andrebbero impiegati altrove, se ne fa una meraviglia il consigliere Algieri con la demografia delle nascite che mostra un significativo calo, nel 2024 al minimo storico in Italia. Per le strade si è detto non basta riempire una buca o bitumare dove per altre servitù le contrade subiranno nuovi sbancamenti senza una reale pianificazione e tempismo. Una ricca analisi ha riguardato molti aspetti, come la vita quotidiana, non ultimo la crisi amministrativa in atto che ha visto la maggioranza privarsi di due assessori ed un consigliere. Il punto su alcune determine che sembrano non conciliare con aziende che già detengono dei lavori assegnati. Il nodo cruciale sono stati due argomenti: il PSC e il dissesto finanziario che ammonterebbe a soli 10 milioni. L’analisi dettagliata e senza filtri di Riparti Bisignano ha riguardato le opere incompiute dei lavori pubblici, come la rotonda incompleta in contrada Sellitte con espropri effettuati in ritardo e la via di comunicazione dissestata e non transitabile da anni che danneggia i residenti; il fatto che si vorrebbe indebolire con investimenti altrove il rione Piano riguardo alla struttura scolastica, non sarebbe un buon viatico per rilanciare il centro storico e concentrare sulla Collina Castello altri impianti. Tra annunci e realtà c’è una crisi politica che si vuole mitigare e che, invece, è reale. “Noi siamo stati propositivi – afferma il capogruppo Capalbo – attraverso le nostre proposte. Rivendichiamo, grazie al nostro operato, ad avere un impianto di depurazione nella zona industriale che deve essere riattivato”. Ciò che rimarca l’opposizione è che nessun tecnico, otto professionisti, che hanno lavorato al PSC, nessuno era presente in consiglio comunale “per dare risposte alle domande che la maggioranza non poteva fornire”. All’incontro è stato dato il titolo: “L’amministrazione Fucile – Bisignano Futura: quattro anni di governo della città tra mistificazioni, opere incompiute e crisi politica”. Riparti Bisignano, espone la differenza tra annunci e realtà, la crisi politica e le conseguenze di instabilità sulla vita dei cittadini. Ad un anno dalle prossime consultazioni amministrative, tante cose sono cambiate. La tensione tra maggioranza e opposizione cresce, nonostante il plebiscitario voto conseguito dalla coalizione del primo cittadino, nessuno avrebbe pensato che anche questa legislatura fosse inficiata con degli incidenti di percorso, come, appunto, dimissioni e mancata fiducia di consiglieri che hanno contribuito alla vittoria finale.
Ermanno Arcuri

