LA SESTA TAPPA DEL CLUB “I PROF IN CAMMINO”

2025-11-30 18:43

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LA SESTA TAPPA DEL CLUB “I PROF IN CAMMINO”

La Calabria è tutta bella, gastronomica, folcloristica, mare e monti, poi laghi e tanta vegetazione, una storia antecedente a Roma, un territorio tutto da scopr

La Calabria è tutta bella, gastronomica, folcloristica, mare e monti, poi laghi e tanta vegetazione, una storia antecedente a Roma, un territorio tutto da scoprire per conoscere, apprendere, confrontarsi, capire come il calabrese è creativo. Questa sesta tappa che andiamo a documentare dei prof in cammino ha un po' rivisto lo spirito che anima il gruppo, sempre più interessato a proseguire un percorso di fede visitando luoghi significativi come lo è stato San Lucido con alcune chiese, in particolare San Giovanni e la Santissima Annunziata. Ci vorrebbe molto più tempo da dedicare a paesini che sono delle perle e proprio per questo si cercherà, nelle prossime tappe di visitare in più ore luoghi incantevoli ed incontrare gente del posto che descrivono le proprie origini. Dall'alto dei suoi belvedere si ammirano per intero le spiagge di San Lucido, attraversate da un Lungomare che per circa 3 Km regala tramonti infuocati. Al castello è legata la storia dei principi Ruffo di Calabria e l'importante figura del cardinale Fabrizio Ruffo. La chicca del centro storico di San Lucido il Monumento a Cilla, dedicato all'omonimo personaggio femminile della mitologia greca: sorella di Ecuba e madre di Munippo, Cilla fu assassinata col figlio affinché non si realizzasse la profezia della distruzione di Troia. Il gruppo “alternativi giovani” si godono mare e monumenti e poi simpaticamente si presentano rallegrando l’ambiente. Effettivamente la cittadina sul Tirreno meriterebbe altre ore di sosta, comunque ciò che si è mostrato ha spronato e dato fiducia a prolungare e programmare altre visite così interessanti. Se le descrizioni più dettagliate si potranno seguire sul filmato realizzato per l’occasione, dopo una breve sosta a “Pulcinella”, dal 2013 ristorante e pizzeria, per rifocillarsi e rimettersi in cammino, il sagrato del santuario di San Francesco di Paola diventa palcoscenico di abbracci e brevi chiacchiere dei componenti del gruppo che manifestano la loro intenzione a girare in lungo e in largo sulla costa. Infatti, Armando Nesi descrive bene ciò che ha documentato in tanti anni di cronaca e reportage di un litorale che offre altre località da accogliere chi è in cerca di ristoro per la propria anima meditando attraverso la fede. La cappella di San Nicola Saggio è l’argomento che padre Casimiro Maio, frate dell’Ordine dei Minimi, affronta conquistando chi cerca nella vita dei santi la propria serenità. Quindi, il santuario a Paola si presenta con due frati santi, è lo stesso padre Casimiro che sottolinea quanto San Nicola rappresenti bene lo stesso San Francesco. Nicola da Longobardi esercitò le mansioni più umili: sacrestano, ortolano, dispensiere, cuoco, questuante, portinaio. Al secolo Giovanni Battista Clemente Saggio, nacque il 6 gennaio 1650 a Longobardi, piccolo centro della costa tirrenica cosentina, allora in diocesi di Tropea, ora di Cosenza-Bisignano, dai coniugi Fulvio Saggio, contadino, e Aurelia Pizzini, filatrice. Dopo di lui nasce­ranno, nell’ordine: Domenica e Antonio gemelli, Muzio e Nicola. Apprese le nozioni fondamentali ed imparò, in Religione, a scrivere il suo nome e cognome. Ma, se crebbe privo di scienza umana, fu ricolmo ben presto di scienza superna, che fece stupire i dotti di questo mondo. I genitori lo educarono alla virtù più con gli esempi che con le parole e il bambino, ben presto, imparò la difficile arte della mor­tificazione, non tanto come adeguamento alla vita povera della famiglia quanto come mezzo insostituibile di ascesi, studiandosi, con l’aiuto della grazia, di sintonizzare le esigenze del corpo con quelle dello spirito e preoccupandosi di fare vuoto nel suo cuore per dare posto a Dio solo.  Questa immersione di pace e fede, di carità e di storia ha reso ancora più edotti i componenti del club che in questa tappa era composto da: Michele Chiodo, Enzo Baffa Trasci, Armando Nesi, Vincenzo Greco, Cesare Reda, Ermanno Arcuri, Casimiro Maio e Antonio Strigari. Nelle ore successive la visita organizzata da Casimiro che ha entusiasmato tutti scoprire un museo unico che vale la pena visitare. Ad accogliere i “baldi giovani”, l’artista Rossella Iorio, che ha esplicitato una storia stupenda che affonda le radici nel papà Osvaldo che ha lasciato ai posteri sculture in ferro incantevoli ad iniziare dalla statua di San Francesco di Paola di 4 metri posta in giardino e poi la superlativa opera dell'ultima cena, apostoli e Cristo a dimensione umana. La stessa Rossella ha dato spiegazioni sulla tecnica e sulle foglioline messe assieme per creare una statua, ci sono voluti 5 anni per costruire tutti i componenti l’ultima cena ed un anno di progettazione. L’ultima cena di Leonardo da Vinci prende forma in Calabria, a pochi passi dalla Chiesa di Sotterra, si può vivere una grande suggestione, si tratta dell’opera del maestro Osvaldo Iorio, gruppo scultoreo realizzato in occasione del grande Giubileo del 2000. Entrando nella sala museale si resta stupiti, ci spiega la figlia Rossella: “L’opera ispirata al Cenacolo di Leonardo Da Vinci, il genio indiscusso che è stato capace di dipingere una delle scene più famose della storia dell’arte, il maestro Iorio ha sublimato l’opera di Leonardo dandogli consistenza materica e volumetrica. La composizione scultorea tridimensionale è costituita da 13 personaggi a grandezza naturale, dal peso di 70 chilogrammi. Appaiono come presenze reali per le perfette proporzioni e per il grande naturalismo delle stesse. La tecnica utilizzata dal maestro, unica e complessa, ha richiesto anni di duro lavoro. L’opera è stata eseguita unendo pezzi di lamiera di ferro modellandoli a mano mediante battitura, riuscendo così a realizzare un vero e proprio capolavoro. Opera che è stata esposta anche oltre oceano, richiesta prima della pandemia dall’Australia, il M° Osvaldo Iorio non ha voluto più spostarla da un museo locale che ha mille risorse intellettuali, dagli incontri culturali a quelli teatrali, che salvaguarda le tradizioni e promuove il territorio, location per poeti ed artigiani, pittori e quanti vogliono seguire dei corsi mirati nel sociale. Il Maestro Osvaldo Iorio, nato a Paola, dopo il diploma si era formato in Piemonte presso grandi maestri d’arte. Autore di diverse sculture e bassorilievi, ha partecipato a numerose mostre nazionali e interazionali, ricevendo riconoscimenti dalla critica e dai suoi numerosi estimatori. Tra le opere più famose si ricorda la scultura tridimensionale a grandezza naturale di San Francesco con l’agnellino Martinello custodita nella Basilica a Paola. Oltre che le lampade con bassorilievo scolpite a mano, collocate ai lati della tomba di S. Francesco D’Assisi nella Basilica Inferiore ad Assisi. A continuare l’opera del maestro è la figlia Rossella Iorio che ha raccolto una grande eredità. Pittrice e artista poliedrica porta avanti numerose iniziative con l’obiettivo di valorizzare il lavoro svolto dal compianto padre e promuovere l’arte in ogni sua forma. E’ la stessa Rossella a spiegarci la sua tecnica di “curvilinearismo”: “E’ un nuovo stile di pittura che ho creato, dove lo spazio, per mezzo di curve e linee intersecate tra loro, è in grado di espandersi all’esterno invadendolo – prosegue Rossella Iorio – le figure in movimento nascono dalla scissione e ricomposizioni delle luci e delle ombre per mezzo di linee che ne separano gli spazi e nel contempo li uniscono delimitandone i volumi. E’ la spinta dei movimenti a far fuoriuscire le onde di linee e di colore all’esterno della raffigurazione coinvolgendo anche lo spazio circostante – conclude l’artista Rossella Iorio – Il colore in questi movimenti ha la sua autonomia di espansione che va al di là dell’imitazione della natura stessa”. Si resta impressionati per la bellezza della tecnica, Rossella ci spiega come l’Associazione “Osvaldo Iorio”, si propone di promuovere eventi, convegni, corsi formativi, spettacoli e mostre. Lo fa per mantenere vivo il ricordo del maestro che ha saputo fondere arte e artigianato facendone una propria cifra distintiva. Per chi ama l’arte il museo va visitato, per chi preferisce comunicare va frequentato. L’incontro con Rossella Iorio è stato il più fruttuoso tra quelli dedicati a tanti stili artistici, si rimane affascinati da queste linee così precise e nitide che non “sporcano” il disegno, ma lo abbelliscono notevolmente suggerendo una forma che si distingue tra le tante. Il confronto ha scaturito futuri appuntamenti per trovare una forma di intesa per una collaborazione tra le associazioni che operano sul territorio da molti anni con risultati più che positivi. L'arte è un'attività umana che comprende l'espressione di creatività, abilità ed emozioni attraverso varie forme estetiche, come pittura, scultura, musica, letteratura e danza. Le sue origini sono antiche e le sue definizioni sono complesse, poiché il concetto è in continua evoluzione e dipende dal contesto culturale e storico. L'arte può essere vista come uno strumento che permette la comunicazione, suscita riflessioni, evoca emozioni e permette la connessione tra l'artista e lo spettatore. Tutto questo si è avvertito nella convinzione di trovarci in un museo che ha poco da invidiare a tanti più blasonati, a Sotterra si può apprezzare opere uniche. La troupe che si occupa di documentare queste tappe dei prof in cammino ritorna in sede entusiasta di aver immortalato attraverso le immagini la meraviglia dell’espressione dei prof e nello stesso tempo suscitato tanta curiosità che non si placherà neppure con la settima tappa già in programma.

Ermanno Arcuri       

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