E’ MORTO IL CALCIO IN ITALIA

2026-02-15 16:39

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E’ MORTO IL CALCIO IN ITALIA

Poveri interisti che credono che gli juventini rosicano per la sconfitta immeritata, anzi, una ladrata legalizzata.

Poveri interisti che credono che gli juventini rosicano per la sconfitta immeritata, anzi, una ladrata legalizzata. Con le decisioni dell’arbitro La Penna nel big match tra Inter e Juventus, con l’espulsione di Kalulu ha decretato il de profundis di uno sport che ha aperto le porte alla politica e alla ‘ndrangheta. Qui non si tratta di vestire i colori di una squadra, c’è l’insurrezione di tutto l’ambiente sportivo che riconosce falsato un campionato indirizzato. Non si tratta, quindi, di una sola partita. Due i concetti fondamentali: il primo è che se il calcio continua in questa direzione ci resteranno solo i tifosi di una singola squadra che per giunta non potrebbe iscriversi non solo a questo campionato, ma anche ad altri già archiviati. Che è stata una scellerata decisione verso chi non ha fatto niente falsando la continuità della partita, lo dicono anche chi è tra l’albo del giornalismo nerazzurro, ciò la dice lunga sul fatto di cosa è successo ieri sera; il secondo punto del perché il calcio è morto è per il fatto che non esistono più i concetti di sportività. Il pseudo difensore Bastoni simula platealmente e poi in faccia a Kalulu festeggia l’espulsione del collega, invece, era proprio lui a dover lasciare il campo perché si è macchiato della colpa a vita di simulatore che non dovrà mai più essere convocato in nazionale per dare un esempio a tutti. Un marchio di antisportività che lo contraddistinguerà per la vita, non diciamo nulla di chi ha giocato meglio perché a questo punto non serve più parlare di calcio, lo fa solo ed unicamente chi non ha altro hobby, tutti i commentatori esteri hanno ripetuto la stessa cosa che l’Inter ha giocato in 12, a perdere questa volta non è stata la Juve ma il calcio italiano dominato da figure incompetenti per non usare altri termini più idonei. Gravina e tutti i suoi accoliti compreso l’Aia devono dimettersi di fronte a questi ed altri evidenti “errori” che penalizzano tutti e delineano la classifica costruita a tavolino. Il mister Gasperini l’aveva detto in questi giorni che ci sono ex arbitri che in alcuni club insegnano come prendere per i fondelli chi dirige sul campo di gioco. Quel bel calcio, duro e combattivo, dove gli errori alla fine si pareggiavano, questa volta non è più così perché si va avanti ma tutti sanno nell’ambiente come esso stesso risulta inquinato senza antidoto. Chi è più forte non ha bisogno di “aiutoni” per vincere! Il calcio italiano è morto ad ucciderlo si sa chi è stato.

Ermanno Arcuri       

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