Il giubileo dei cori e delle corali, indetto dal Dicastero per l’Evangelizzazione in capo alla Santa Sede, si è tenuto lo scorso 22 e 23 novembre a Roma. A questo Giubileo della Speranza ha partecipato la Corale che nell’area di Valle Crati ha ricevuto molti riconoscimenti ritenuta tra le più brave ed accreditate sul territorio. L’importanza del coro durante una liturgia è qualcosa che si avverte nell’immediato, le voci, le musiche ed i testi innalzano, per far diventare solenne la cerimonia religiosa. Il Coro polifonico della Foranea Cratense “Lumen Ecclesiae” diretto dal maestro Angelo D’Ambrosio ha partecipato lo scorso 22 novembre 2025, memoria di S. Cecilia, patrona della musica, nonchè Giubileo dei Cori e delle Corali, ha spezzato il pane, col canto, nella Celebrazione Eucaristica delle ore 17:00 alla Cattedra di S. Pietro in Vaticano, accompagnati dal suo Vicario don Andrea Lirangi. La celebrazione è stata presieduta dal Canonico della Basilica Papale di S. Pietro, Mons. Tiziano Ghirelli, accompagnati all'organo da Don Pasquale Panaro e con una gremitissima assemblea di fedeli.Un pellegrinaggio intenso e ricco di emozioni, iniziato nella mattinata con il passaggio di tutte e tre le Porte Sante e conclusosi la sera con la Porta Santa di S. Pietro. Due giorni unici ed indimenticabili! Il M° D’Ambrosio che vanta un curriculum da professore in pianoforte è specializzato nel canto liturgico, è un patrimonio del territorio in qualità di eccellenza e non a caso è stato premiato nel corso dell’Oscar 2025 a Cerisano con un riconoscimento storico che per la prima volta ha espresso all’unanimità la preferenza al Coro Iubilate Domini di Luzzi di cui è’ anche direttore. L’esperienza in Vaticano è stata sicuramente tra le più emozionanti. La musica liturgica come pellegrini di speranza ha gratificato chi si impegna sul territorio per elevare le qualità già in essere e formare altri gruppi per continuare un percorso che con il Giubileo dei cori della speranza 2025 è diventato non solo una celebrazione musicale, ma un pellegrinaggio spirituale e culturale che valorizza il ruolo dei cori come strumenti di evangelizzazione e comunione.
Il Giubileo dei cori e delle corali è stato istituito come parte integrante del Giubileo ordinario dell'Anno Santo 2025, il cui motto è Pellegrini di speranza. Questo evento sottolinea il ruolo fondamentale della musica sacra e dei cori liturgici nella vita della Chiesa, celebrando la speranza cristiana anche attraverso il canto. Feniarco ha aderito a questa iniziativa promossa dal Dicastero per l'Evangelizzazione in capo al Vaticano. Inoltre, in collaborazione con Federazione Italiana Pueri Cantores e Anbima, ha proposto ai cori associati altre opportunità di partecipazione a quest'anno giubilare. Corali che hanno animato Messe vespertine e concerti, un evento ufficiale che ha visto protagonista il valore aggiunto del nostro territorio di Calabria con Lumen Ecclesiae. Il giubileo dei cori e delle corali, è stato indetto dal Dicastero per l’Evangelizzazione in capo alla Santa Sede. Le corali, quali pellegrini hanno avuto la possibilità di ricevere il Sacramento della Riconciliazione nelle chiese giubilari. La partecipazione al giubileo dei cori e delle corali, alla preghiera per la pace e al Messiah di Händel è un progetto di Federazione Italiana Pueri Cantores. Incontri giubilari seguiranno anche con le bande musicali alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Il perchè questa esperienza è stata così marcata è dovuta anche al fatto che “pellegrini di speranza” hanno istituito un inno del giubileo, testo di Pierangelo Sequeri con musiche di Francesco Meneghello. Il brano intercetta i numerosi temi dell’Anno santo. Innanzitutto il motto, “Pellegrini di speranza”, trova la migliore eco biblica in alcune pagine del profeta Isaia (Isaia 9 e Isaia 60). I temi della creazione, della fraternità, della tenerezza di Dio e della speranza nella destinazione risuonano in una lingua che non è “tecnicamente” teologica, benché lo sia nella sostanza e nelle allusioni, così da farla risuonare eloquente alle orecchie del nostro tempo. Passo dopo passo, il popolo dei credenti nel pellegrinaggio di ogni giorno si appoggia confidente alla fonte della Vita. Il canto che sorga spontaneo durante il cammino è rivolto a Dio. È un canto carico della speranza di essere liberati e sostenuti. È un canto accompagnato dall’augurio che giunga alle orecchie di Colui che lo fa sgorgare. È Dio che come fiamma sempre viva tiene accesa la speranza e dà energia al passo del popolo che cammina.
Ermanno Arcuri

